Cari amici vicini e lontani, siate la nostra eco...
Raccolgo l'appello di @Laura Tarantino su Facebook, perché non rimanga in ombra lo stato in cui ancora versano gli aquilani. A 15 mesi dal terremoto.Cari amici vicini e lontani,
amici, conoscenti, parenti, stretti e laschi, abbiamo bisogno di voi. Sono 15 mesi oggi, 15 mesi da quando "terry", come qualcuno lo chiama amichevolmente qui, ha deciso che era il momento di capovolgere le nostre vite, e catapultarci in una sur-realtà inimmaginabile fino al alle 3 e 31 del 6 aprile del 2009 (pure se, pure se, mica tanto vero che non si sarebbe potuta immaginare, ma oggi non è questo il punto).
Ho letto un commento poco fa, su un blog, qualcuno che diceva "non posso fare a meno di pensare a cosa hanno provato tutte quelle persone".
Esercizio inutile, secondo me, energie sprecate. Intanto perché tanto non basteranno tutti gli sforzi creativi di questa terra per far immaginare cosa si prova, ma soprattutto perché è passato, il 6 aprile 2009 è passato ...
Occorre pensare non a quello che è successo, ma a quello che sta accadendo ORA all'Aquila. A questo dovete pensare. Si chiedeva stamattina il mio amico Enrico: "come vi sentireste se aveste una malattia curabilissima ma il vostro medico vi dicesse che la cura costa troppo e quindi dovete morire? Lo so, la domanda è brutale, ma credo vi faccia capire come ci sentiamo noi aquilani." L'ho ripostato sul mio stato, chiedendo risposte e commenti, pur sapendo come sarebbe andata (0 commenti)
A noi ora ci stanno uccidendo con interventi che hanno il sapore dell'elemosina e non ci permettono di programmare nulla del nostro futuro. La città è già scesa in piazza, il 16 giugno, compatta, da destra a sinistra, Curia inclusa, 20.000 persone hanno sfilato compatte in città e sull'autostrada e i tg nazionali ci hanno ignorato (come si fa ad ignorare 20.000 persone che occupano un'autostrada???). Domani in migliaia saremo a roma a protestare, di nuovo tutti, dai sindaci ai comitati, da destra a sinistra, semplici cittadini e organizzazioni, Curia, Ateneo, Confindustria, sindacati ed associazioni di categoria. Saremo la mattina a montecitorio e il pomeriggio in senato, e forse ci oscureranno ancora.
Siamo stanchi di interventini disorganici, di 6 mesi in mesi, che hanno solo il sapore dell'elemosina. Non sto qui a entrare nei dettagli delle richieste, che potete trovare in altri blog (politicambiente, ad esempio, o 3e32) e che si possono riassumere in due frasi: (1) parità di trattamento con i terremotati dell'Umbria, ma soprattutto (2) strumenti legislativi ed economici a lungo termine che ci permettano di programmare il nostro futuro e RI-costruire.
Sto scrivendo questa nota perché ora abbiamo bisogno di voi, ché forse ci oscureranno di nuovo: domani e nei prossimi giorni rilanciate la nostra voce, diffondete sul web quello che accade . Basta pensare a quello che abbiamo provato allora! pensate a quello che stiamo provando adesso.
Il terremoto è una chiamata alla armi: ad ognuno di noi decidere se rispondere oppure no.
Il terremoto è ora, è ora che ci stanno uccidendo ..




























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