No Berlusconi Day. Un consiglio di lettura
- Lei forse immagina perchè sono qui - disse Berlanga - il suo intervento sarà il clou dello spettacolo... Sarebbe giusto che il legame tra lei e i moderati fosse sottolineato. Soprattutto è il suo discorso sociale che mi interessa, quella città ricostruita sul palco. Sporca, degradata, terrorizzata dalla microcriminalità. Proprio come quelle amministrate dai moderisti. Ebbene, non sarebbe male se questo fosse più evidente. Ad esempio, che ne so, una luce rossa, sanguigna. Un monumentino sullo sfondo. E poi quando arriva lei, solo per un attimo, subliminale, si sente l'inno del mio partito e appaio io sul maxischermo...
- Io non faccio politica - disse Rik - la politica è roba da vecchi.
- Basta che lei dica: "Baby, mettiti il vestito azzurro" , invece che il vestito rosso...
Entrò Rutalini, con Pancetta.
- Caro Rik - disse Rutalini - ...Bellissima idea, la musica che entra nel sociale, che aiuta a vincere estremismo, emarginazione, razzismo. Ma dovrebbe essere più didascalico. E' ovvio che questa città egoista e brutale è governata dai moderati. Ebbene, lo precisi. Metta una banda di giovanotti impomatati, vestiti d'azzurro. Metta un monumentino sullo sfondo. E nel momento in cui entra in scena, per un attimo, faccia scorrere sul maxischermo delle immagini. Il Che Guevara, una ragazza con un fiore in bocca, il nostro presidente al timone... E poi la luce da azzurra e patinata diventa rosea, giovani positivi la attorniano, con in mano il nostro giornale...
- Io non faccio politica e poi... -
- E va benissimo "Baby, togliti il vestito rosso". E' anche più sexy...
Il grande Rik era lì, su una sedia. Cantava e fumava.
Baby io sono come te
La stessa voglia la stessa rabbia che
Bambina vieni da me
Saremo io e te
E il mondo che forse non c'è
Baby non sentirti sola
Levati il vestito viola
Oggi come ieri e come domani
In questi giorni disperati e tristi
In questi giorni già visti
Baby sbottonami se vuoi
Azzurro è il cielo sopra noi
Dadda dadda ye yeye yye.
La gente urlava impazzita, Alobar barriva rinvigorito, mentre Rutalini e Berlanga si accapigliavano tra le quinte per quel cielo azzurro spuntato all'ultimo momento.




























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