Rovereto, Trento e Bolzano. Dislocazione spazio-temporale
Con l'idea maturata per una ventina di giorni di partire per l'assolata Spagna, è stata dura essere lontano da casa e sentir parlare in tedesco. Follia che nella mia testa continua tutt'ora e che probabilmente, tra qualche tempo, mi farà raccontare ad amici e parenti di quant'è bella Siviglia. Per chi si fosse perso l'esilarante motivo di questa stranezza rimando al post Trento non è Siviglia, ma un po' ci somiglia...
Tappa praticamente obbligata a Rovereto per visitare il Mart che, insieme a Palazzo Reale a Milano e al Museo Correr di Venezia, festeggia i 100 anni del Futurismo con la splendida mostra Illuminazioni, ponendo in relazione i futuristi con gli artisti dell'avanguardia russa e tedesca.

Per esperienza diretta l'appettito intellettuale è inversamente proporzionale a quello dello stomaco, infatti dopo l'abbuffata d'arte ci viene un gran voglia di speck. Su corso Bettini, a poche centinaia di metri dal museo, troviamo la piccola enoteca StappoMappo che ci offre due ottimi taglieri misti e freschissimo vino bianco. Rinfrancate, ci rimettiamo in viaggio per raggiungere la vicina Trento.
A quanto pare nessun B&B della zona ha disponibilità, così un po' stufe di girare ci fermiamo nel primo albergo che troviamo. Certo a scapito delle splendide colazioni casalinghe e di qualche euro in più di differenza, troviamo una struttura accogliente e ben servita. L'hotel Albermonaco è a pochi metri dal centro storico di Trento e offre gratuitamente parcheggio auto, noleggio biciclette, internet e ingresso al centro termale.
Mangiare bene a Trento è un'impresa facile, soprattutto se si ha una particolare predilezione per canederli, spätzle e goulash. Noi abbiamo trovato casualmente il ristorante La Posada, seminascosto sotto un portico in via Carducci, dove abbiamo innaffiato speck e bocconcini di polenta con un buon Marzemino e la storica e gigantesca birreria Pedavena, in piazza Fiera, che, oltre a proporre svariati piatti di cucina locale, serve l'ottima birra Lag di produzione propria.

Trento è davvero molto bella e vitale, è piacevole girarla a piedi ma ancor di più in bicicletta, visto che tutto il centro storico è chiuso al traffico e sono ben delimitate le piste ciclabili. Assolutamente da vedere è il Castello del Buonconsiglio, godere del tranquillo andirivieni dell'enormità della piazza del Duomo e perdersi nel reticolo di vie con storici edifici affrescati e perfettamente conservati.

Finalmente Arte Sella, il vero motivo della scelta del Trentino. Ehhh... Arte Sella è un museo tra boschi e prati che ospita le opere di 45 artisti chiamati ogni anno, in ottobre, a realizzare lavori in sintonia con l'ambiente circostante. Proprio per la loro 'natura vegetale' le opere sono deperibili ed è possibile che arrivati a Malga Costa, alla fine del percorso ArteNatura e all'ingresso dell'area a pagamento del museo, venga detto che alcune semplicemente non ci sono più.
Nessuna tavola sinottica o volontà istruttiva. L'interattività massima è camminare, annusare gli odori del sottobosco e osservare le opere confondendole con gli alberi. Un vero paradiso.
Dedichiamo il lunedì a quel gioiello che è Bolzano. Purtroppo il museo Archeologico che ospita il nostro famoso antenato "Ötzi" oggi è chiuso. Ci rifacciamo passeggiando tra costuzioni in stile gotico che raggiunge la massima espressione nel Duomo adiacente a piazza Whalter in mezzo alla quale troneggia la statua dedicata al cantastorie medioevale. Senza allontanarsi troppo dal centro è visitabile il Castello di Mareccio, oggi sede congressuale e museale, dolcemente immerso tra le vigne.

Manca solo il cibo! Passeggiando col naso all'aria ci infiliamo nell'osteria Dai Carrettai per un pranzo gustoso e veloce a base di tartine e birra. Gnam...
Al rientro a Milano portiamo canederli per tutti. Sarà l'aria, ma il sapore non è lo stesso.
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3 commenti. Lascia il tuo:
''Trento è davvero molto bella e vitale'': ?????
Ma venivate dalla luna? E' sempre interessante leggere come i turisti vedono il Trentino
Peccato ci si soffermi sempre sugli aspetti più pettinati e istituzionali...
Saluti,
La Donna Cannone (TN)
No, in fuga dalla piovosa Milano. Leggerò il tuo blog per capire meglio cosa ne pensa chi ci vive. Grazie per il commento
;)
ARCHIVIO DELLA DISLOCAZIONE
L’archivio della dislocazione documenta il trasferimento continuo di sé.
Ad ognuno dei partecipanti al progetto è richiesto di realizzare fotografie di sé nel contesto di panorami più o meno noti, esibendo nella mano la cartolina del proprio luogo di provenienza.
http://dislocazione.altervista.org
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