Pupazzi di neve
Buon anno a tutti ma... uhuh, è dal 24 dicembre che non scrivo due righe! Come faccio adesso a farci stare dentro tutto?
Le festività sono arrivate col loro carico di cibo e regali mentre si vorrebbe approfittare del momento di pausa per riposare e intanto fare mille cose. E il tempo che stringe e poi si dilata davanti al Monopoli e alle noci e al salmone e all'odore di mandarini e limoncello fatto in casa in compagnia della tua famiglia, di quella della Vale e degli amici e anche di qualche imbecille, che non manca mai.
E poi sono finite. Trascinate forzatamente nella coda lunga di una giornata carica delle aspettative e le ansie della ripresa del lavoro paralizzata dall'abbondante nevicata che ha sepolto sotto 40 centimetri di panna fresca giardino strada auto.



Intervallate da una puntata milanese per festeggiare il Capodanno con la Roretta a suon di paella e sangria egregiamente preparate da Valeria, abbiamo trascorso i nostri giorni di ferie in montagna che gli ultimi giorni di lavoro mi chiamava dalla pianura, come una sirena, con tutto quel bianco ammantante che prometteva grandi passeggiate e scivolate col bob e calore di stufa e che è decisamente stata all'altezza delle aspettative.
Rosso si è divertito come uno stambecco matto. Rivedere lui e Valeria saltare e scivolare e rincorrersi in mezzo alla neve come due cuccioli mi fa spalancare il cuore. A metà pomeriggio, quando già la valle stretta non era più scaldata dal sole, il ritorno in roulotte con gambe e zampe affaticate assaporando il gusto di una cioccolata ustionante. La sera un po' di televisione, quattro chiacchiere, un libro.
Ho provato la tavola da snowboard di mia sorella sul prato che i ragazzini usano come discesa per gli slittini mentre la Vale si catapultava in mezzo a loro col suo bob rosso fiamma e insieme abbiamo messo gli sci da fondo per la prima volta. Risultato: grandi cadute con entrambi ma tanta voglia di riprovare al più presto.
E poi le foto. 16 foto che non vedo l'ora di far sviluppare scattate con la Diana F, che Valeria mi ha regalato per Natale, corredata di lenti wide e close-up e di un paio di rullini d'annata che assicurano risultati esagerati.
16 foto soppesate, scelte, pensate, coll'antico (antico!) gusto della sorpresa della fotografia analogica che pensavo di aver perso ma che in me esercita sempre la stessa emozione.
E le foto della Vale: splendidi panorami e imbarazzanti primi piani. In attesa che si decida a montare e postare i video che ha fatto con videocamera e telefonino.
Oh, amore mio! Grazie!
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