11 agosto
Marina di Grosseto è la tipica meta di villeggiatura per famiglie: lungomare per 'vasche serali' e tanti bagni per affittare sdraio e ombrelloni. Noi l'abbiamo scelta come base per muoverci nella zona e alternare al mare qualche giro in moto nell'entroterra.
Ci arriviamo dopo un viaggio sotto il sole a picco sull'Aurelia con un unico desiderio in mente: piazzare il prima possibile la tenda e spiaggiarci.
Il primo campeggio che troviamo, un po' distante dal mare, ma segnato come il più economico, non ha più posto e in reception ci dicono che anche gli altri risultano più o meno pieni. Un po' scoraggiate ci mettiamo alla ricerca...
Ma guarda che fortuna!
Il camping Rosmarina, a pochissimi metri dalla spiaggia, ha ancora qualche piazzola. E' vero, costa qualche euro in più ma non dobbiamo prendere la moto per muoverci... solo dopo aver montato la tenda scopriamo che la nostra idea di 'piazzola' non coincide con quella dei titolari del camping che, nella settimana centrale di agosto, continuano a far entrare nuovi campeggiatori pur non avendo posto e servizi a disposizione.

Personalmente lo sconsiglio, soprattutto per la poca pulizia, sicuramente provocata anche dal sovraffollamento.
Marina di Grosseto ha due cose da segnalare però:
la Cantina dei Briganti e
Villa Gaia Social Club.
I Briganti, salumeria rosticceria enoteca, è una cooperativa sociale che riunisce produttori alimentari della zona e ha qualche coperto per assaggiare 'merende toscane' veramente gustose. Non c'è sevizio al tavolo: ti apparecchi, scegli al banco quello che c'è a disposizione e quando pronto vieni chiamato con un megafono che spacca i timpani. Il prezzo è contenuto e si mangia benissimo.
Villa Gaia invece è uno strano bar/sala giochi all'aperto. Nascosto nel verde di un giardino, discosto dalla folla del lungo mare, sembra un po' fuori dal tempo. Panche e tavolacci, qualche sedia dentro una fontana in disuso e videogames e giochi anni '80 che riportano a quando eravamo bambini.
Ci prendiamo un paio di giorni per goderci il mare: quant'è vero che stanca! La sera siamo così cotte che, dopo la camminata alla ricerca di cibo, sveniamo in tenda per il sonno.
Il 13, decidiamo di andare a visitare
Saturnia e le tanto acclamate terme. Avevamo già avuto una bella avventura ad aprile quando eravamo state a quelle di Petriolo. La strada è bellissima, su e giù per le colline toscane che qualsiasi motociclista dovrebbe fare nella vita. Lunghissimi tratti senza incrociare auto, asfalto bello e panorami mozzafiato quando, dopo l'ennesima curva, si aprono le valli di duecento toni di rosso e ocra.
Dalle terme scappiamo dopo un paio d'ore: fa' caldissimo e l'asciugamano è steso su un tappeto di mozziconi di sigaretta. Siamo un po' deluse da come sta andando fin'ora. Soprattutto perché continuiamo a vedere posti bellissimi rovinati dalla maleducazione della gente.

Per non perdere il pomeriggio decidiamo di andare a vedere la vicina
Pitigliano che spunta, imponente e inaspettata, da dietro una curva. Costruita con e nel tufo, appare l'ideale proseguimento della montagna stessa e sembra rimanere insieme legata dalle altissime arcate dell'acquedotto romano.
Fin dal quattrocento Pitigliano ospitò una nutrita comunità di ebrei che vi eresse un Tempio.
La Piccola Gerusalemme, il ghetto ebraico, vale bene una visita.
Marina di Grosseto inizia ad andarci un po' stretta, così il 15 mattina chiamiamo qualche campeggio ad
Orbetello, che non rientra nelle nostre tappe, per cambiare aria. Abbandonata l'idea di visitare il parco dei Monti dell'Uccellina e il concerto di Caparezza alla festa di Legambiente di Grosseto, ci rimettiamo sulla strada...