Coordinate: 44°16′0″N 9°24′0″E
Con totale fiducia nelle previsioni del tempo, ieri mattina abbiamo caricato tenda e sacchi a pelo sulle moto e siamo partite per il mare. Meta:
Sestri levante evitando l'autostrada.
Entrando in
Piacenza passiamo sul Po marrone, gonfio e spaventoso e non meno affascinante. Molta gente é radunata per vederlo crescere mentre l'acqua ne lambisce gli argini. Breve sosta per un caffè e per infilare le felpe e non appena ripartiamo verso Bobbio fá capolino il sole.
La strada che percorre la
Valtrebbia é ampia e pulita. Stiamo evitando traffico e caselli, code e stress e l'aria si sta scaldando. Senza correre si fanno in tempo a vedere le gazze che si rincorrono e le anse del fiume, a volte precipitoso, a volte placido e appena increspato dal vento.
Breve sosta a
Bobbio, iniziano a farsi vedere i primi motociclisti.
Ripartiamo. La strada inizia a salire e a un tratto il fiume é giú, lontanissimo, la strada non ha il parapetto e la montagna sembra trattenuta a stento dalla rete che la ricopre.
Abbandoniamo la Valtrebbia seguendo le indicazioni per
Chiavari.
73 km di curve da far girar la testa incrociando al massimo una decina di auto. Il sole é sparito, sigh! e arriviamo a
Passo Forcella surgelate.
Siamo solo a 875 m ma nei pochi minuti di sosta per sgranchire le gambe una foschia umida e densa avvolge tutto. Un po' di cattivo umore per la tensione e il maltempo: inizia a piovere, la strada in discesa é bagnata e scivolosa, le curve strette.
Poi gradualmente il panorama cambia, sempre meno curve, le prime case, auto. Siamo quasi arrivate a Chiavari. Trovare il campeggio senza segnaletica é un'impresa ma alla fine montiamo la tenda sotto a un pergolato di uva americana.
E poi mare.
Qui le fotine