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mercoledì 3 dicembre 2008

Facebook, odi et amo

Facebook è davvero sulla bocca di tutti, che ne siano detrattori o appassionati. Ieri, vuoi perchè Lorena è noeofita, vuoi per 'amici' in comune con Paolo, l'argomento è saltato fuori davanti a un trancio di pizza e, forse stimolati dalla nostra conversazione, abbiamo iniziato a sentirne parlare anche ad altri tavoli.

Personalmente non lo amo nè lo odio, credo che Facebook, probabilmente il migliore tra i social network, sia solo uno dei tanti strumenti a disposizione della comunicazione del nostro secolo, semplice 'specchio' di ciò che i suoi utenti sono nella realtà. Ed è questo che fa la differenza sul suo utilizzo.

Per esempio al lavoro in agenzia mi capita spesso di vedere gente impegnata per ore tra chat, poke, tag di foto e modifiche del profilo con grandi perdite di tempo di cui non mi interesserebbe nulla se non si riflettessero negativamente su di me.

Ecco qualche personalissimo consiglio per non diventarne succubi e usarlo produttivamente:

  • profilo ridotto all'osso: evitare di inserire dati come indirizzo e numero di telefono (gli 'amici', quelli veri, non ne hanno bisogno) e di compilare approfonditamente il proprio profilo con hobby e interessi che verranno usati come target pubblicitari.
  • gli amici: aggiungerne a casaccio non serve a molto, probabilmente il 'botta e risposta' con uno sconosciuto languirà dopo breve tempo e ci si chiederà di chi è quel profilo e com'è finito lì. Meglio persone conosciute personalmente o attraverso legami 'virtuali' come blog e gruppi interessanti.
  • le applicazioni e i gruppi: dopo un primo iniziale divertimento per la novità si scopre ben presto quanto tempo e risorse occupino usarli o invitare a farlo. E' sufficiente ignorarli senza scrupoli dedicando magari lo stesso tempo a leggere gli aggiornamenti degli amici e senza compromettere la leggibilità del proprio profilo trasformato in un'accozzaglia in stile MySpace.
  • il tempo: se è sicuramente utile controllare la propria home almeno una volta al giorno lo è altrettanto non soggiornarvi perennemente. Sono sufficienti 5 minuti alla volta per leggere aggiornamenti e rispondere a inviti. Il resto è tutta fuffa, la vita vera è fuori dal monitor.


Per chi è alla ricerca di contatti che possano ampliare le proprie conoscenze in ambito lavorativo, consiglio LinkedIn, social network dedicato al mondo del lavoro, che spero possa prendere piede anche in Italia. Io ci sono, se qualcuno vuole aggiungere la mia 'connection'...

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2 commenti. Scrivi il tuo!:

Saint Andres ha detto...

Concordo con il tuo articolo, anche se c'è certa gente che ha fatto di FB davvero una malattia!

quotta@tim.it ha detto...

Facebook Fever!
;)

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