Sputare nel piatto in cui si mangia
Qualche giorno fa' il Consiglio d'Amministrazione di Google è tornato ad affrontare il tema scottante della censura nei paesi il cui regime limita e lede i diritti umani dei propri cittadini. In particolare alcuni azionisti hanno chiesto che si esprimesse nuovamente su due proposte:
- eliminare i criteri di filtraggio dei risultati di ricerca e avvisare l'utente che viene controllato
- creare una commissione per valutare quali paesi limitano i diritti umani dei propri cittadini al fine di non farvi affari
La questione non è nuova e non riguarda solo il colosso di Mountain View. La bomba scoppia nel 2004 con l'arresto del giornalista dissidente Shi Tao. Reporters Sans Frontieres denuncia la collaborazione di Yahoo! con il governo di Pechino a cui avrebbe comunicato i dati sensibili del giornalista permettendone di fatto la cattura.
A gennaio 2006 Google realizza Google.cn, la versione cinese del motore di ricerca "pensata per gli utenti cinesi e regolamentata secondo le esigenze del governo cinese", i cui risultati vengono filtrati attraverso un firewall.
"Il governo cinese ha adottato misure di sorveglianza per limitare contenuti immorali e dannosi..." commenta il portavoce del ministero degli Esteri cinese: "lo scopo è salvaguardare l'interesse del popolo. Per quelle aziende straniere, se vogliono operare in Cina, dovranno rispettare la legge cinese."
Nel febbraio dello stesso anno arriva la dura denuncia della sezione britannica di Amnesty International secondo cui la censura dei risultati di ricerca significa violare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che all'art.19 riporta:
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di sostenere opinioni senza condizionamenti e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini"L'avvento delle Olimpiadi di Pechino ripropone con prepotenza il problema: le informazioni dalla Cina, prima sulle proteste dei monaci tibetani e ora sul devastante terremoto che l'ha colpita, sembrano arrivare col contagocce, trasformando la censura in un'arma a doppio taglio. Oltre a reprimere i cittadini delle nazioni in cui è applicata, in cui probabilmente non è nemmeno il peggiore dei mali, rende i paesi occidentali vittime degli strumenti che noi stessi gli abbiamo fornito.
Cosa può fare un blogger, che attraverso i programmi pubblicitari forniti da questi motori di ricerca, può permettersi di portare avanti il suo progetto? Cosa un semplice utente che ne utilizza i servizi gratuiti, di cui pare ormai non poter più fare a meno?
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La rete che cattura
Il ruolo di Yahoo!, Microsoft e Google nelle violazioni dei diritti umani in Cina
scaricabile gratuitamente in inglese
Il logo Goolag fa' parte della protesta realizzata dal gruppo hacker Cult of the Dead Cow contro la realizzazione di Google.cn
























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