Lettera alla seduttrice dei miei stivali - Racconto
(ogni riferimento a fatti o persone reali é puramente casuale)
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Al telefono hai una voce sexy e dura. Mi chiami per confermare il nostro blind-date e, con una facilità spiazzante, chiedi se devi tenerti libera anche per il dopo aperitivo per un paio di capriole nel tuo letto.
Fortuna che ho riflessi pronti, non posso farti capire quanto tanta schiettezza mi agiti: una comunicazione fredda come un appuntamento di lavoro. Davvero eccitante.
"Certo, perché no?" ti dico, indossando la mia maschera migliore, quella da bauscia, che ha tutte le risposte, tutte le sicurezze: "Sono single e non mi limito in nulla."
Mi metto alla guida, pensieri sparsi che rimbalzano nella testa: non sai che sei la prima con cui esco dopo una relazione andata a rotoli, che non ho più avuto la 'necessità' di sedurre una donna da quasi 7 anni, che non ricordo nemmeno come si faccia. Spero proprio che non te lo aspetti. Del resto mi hai cercato tu, sei tu che sei affamata. Io sono solo incuriosita e divertita, e ho bisogno di mettermi alla prova.
Finalmente ci presentiamo: a riprova del fatto che ti sarei piaciuta a prescindere, perché é in un letto che vuoi finire, mentre ti stringo la mano mi solletichi il palmo. Trattengo una risata che potrebbe essere imbarazzante.
Ci sediamo e si inizia a chiacchierare: metto il pilota automatico alla lingua, inserisco il cd delle banalità da bar e inizio a studiarti. Cerco qualcosa in te che mi ispiri ma nel mio cervello c'é solo una voce in loop che, tra il serio e l'ironico, si chiede: ma dov'é mia disinibita seduttrice? La mia panterona da letto? La mia mangiatrice di LSB?
Hai dei bei lineamenti, sei graziosa ma nei tuoi occhi non c'é nulla e sfuggono a uno sguardo diretto.
Io indosso una camicia bianca, aderente, un po' scollata, non che mi interessi ma se volessi avresti la possibilità di farci scivolare dentro uno sguardo. Spiegami un po' tu, invece, cosa pensavi di provocare con questo abbigliamento castigato e il calzino di spugna.
Ma forse non ti piaccio, può capitare anche a me del resto. Diciamo che il mio ego può reggere il colpo.
Ci salutiamo in amicizia, poi a bruciapelo mi chiedi se ci si può rivedere. Attimo di black-out cerebrale. Punti interrogativi lampeggianti nella mia mente. Poi ti rispondo col mio fare più antipatico e sostenuto: "Il mio numero ce l'hai. Ciao."
Sono stupita e divertita dal tuo comportamento, mi ha messo addosso allegria e voglia di vivere.
Mentre raggiungo alcuni amici scuoto la testa e mi viene in mente il pensiero più profondo della serata: "Che gente strana c'é al mondo".
Grazie.
Fortuna che ho riflessi pronti, non posso farti capire quanto tanta schiettezza mi agiti: una comunicazione fredda come un appuntamento di lavoro. Davvero eccitante.
"Certo, perché no?" ti dico, indossando la mia maschera migliore, quella da bauscia, che ha tutte le risposte, tutte le sicurezze: "Sono single e non mi limito in nulla."
Mi metto alla guida, pensieri sparsi che rimbalzano nella testa: non sai che sei la prima con cui esco dopo una relazione andata a rotoli, che non ho più avuto la 'necessità' di sedurre una donna da quasi 7 anni, che non ricordo nemmeno come si faccia. Spero proprio che non te lo aspetti. Del resto mi hai cercato tu, sei tu che sei affamata. Io sono solo incuriosita e divertita, e ho bisogno di mettermi alla prova.
Finalmente ci presentiamo: a riprova del fatto che ti sarei piaciuta a prescindere, perché é in un letto che vuoi finire, mentre ti stringo la mano mi solletichi il palmo. Trattengo una risata che potrebbe essere imbarazzante.
Ci sediamo e si inizia a chiacchierare: metto il pilota automatico alla lingua, inserisco il cd delle banalità da bar e inizio a studiarti. Cerco qualcosa in te che mi ispiri ma nel mio cervello c'é solo una voce in loop che, tra il serio e l'ironico, si chiede: ma dov'é mia disinibita seduttrice? La mia panterona da letto? La mia mangiatrice di LSB?
Hai dei bei lineamenti, sei graziosa ma nei tuoi occhi non c'é nulla e sfuggono a uno sguardo diretto.
Io indosso una camicia bianca, aderente, un po' scollata, non che mi interessi ma se volessi avresti la possibilità di farci scivolare dentro uno sguardo. Spiegami un po' tu, invece, cosa pensavi di provocare con questo abbigliamento castigato e il calzino di spugna.
Ma forse non ti piaccio, può capitare anche a me del resto. Diciamo che il mio ego può reggere il colpo.
Ci salutiamo in amicizia, poi a bruciapelo mi chiedi se ci si può rivedere. Attimo di black-out cerebrale. Punti interrogativi lampeggianti nella mia mente. Poi ti rispondo col mio fare più antipatico e sostenuto: "Il mio numero ce l'hai. Ciao."
Sono stupita e divertita dal tuo comportamento, mi ha messo addosso allegria e voglia di vivere.
Mentre raggiungo alcuni amici scuoto la testa e mi viene in mente il pensiero più profondo della serata: "Che gente strana c'é al mondo".
Grazie.









A un pisano che conosco, uomo di grande intelletto e simpatia ma con un pessimo rapporto con la tecnologia, capita spesso di ricevere mail spam che reclamizzano la famosa pillola blu.
















